Chiedere aiuto per i figli a volte è un modo per chiedere aiuto per sè!

La difficoltà di chiedere aiuto!!

Oggi voglio raccontare la storia di una seduta molto singolare, che rivela come sia molto difficile chiedere aiuto e che spesso i figli e la loro manifestazione sintomatica, sono un tramite che porta il genitore a prendersi cura di sé.

Mi contatta questo padre che prende un appuntamento per la figlia diciannovenne: li ricevo entrambi già con un profondo dubbio e, anche un'ipotesi, che ci fosse un bisogno di controllo di questo padre, perché a 19 anni si presuppone che si possa prendere un appuntamento per conto proprio, o quanto meno presentarsi in seduta da soli.

Comunque, li faccio accomodare in studio e assisto a quella che è la loro dinamica familiare: il padre parla al posto della figlia che, una volta interpellata, esprime completamente tutta la sua rabbia o meglio tutto il suo senso di oppressione ....tutto ciò che fa non va bene, tutto ciò che fa può essere oggetto di insulto, viene indirizzata a fare meglio le cose, non c'è una privacy nella sua camera in cui si entra senza addirittura bussare o interrogandosi su quello che stia facendo la ragazza.

Il genitore interviene spesso, prima molto accusante poi pian piano addolcisce i toni, dicendo di non rendersi conto di essere così assillante e che non è vero che pensa che la figlia sbagli tutto quello che fa; mentre questa ragazza si svuota della rabbia che prova, vedo piano piano il genitore intristirsi, avvilirsi e anche a tratti commuoversi.

Ecco che compare la parte emotiva di entrambi: questa ragazza si sente non completamente validata e non completamente all'altezza delle aspettative di questo genitore, il quale si sente inutile perché non accetta il fatto che non può controllare la vita di una ragazza di 19 anni, che ha bisogno di fare le cose a modo suo.
I ragazzi hanno bisogno di poter sbagliare e hanno bisogno, ancor di più, di trovare nel genitore qualcuno che stia con loro nell'affrontare le conseguenze negative delle scelte, Perché solo così potranno capire che adulti diventeranno.

Spiego al padre che sento la sua sensazione di paura ed inutilità e che capisco la sua necessità di avere tutto sotto controllo e nel contempo cerco di accogliere la rabbia e gli sfoghi della ragazza, validando il suo diritto ad avere una vita propria a cominciare a sbagliare per conto suo.. perciò passo a validare la loro richiesta aiuto e, con circospezione, con tatto e delicatezza, ho chiesto loro di pensare alla possibilità di una psicoterapia contemporanea con due professionisti differenti ....

In un primo momento mi sono sembrati ovviamente sorpresi, loro si erano rivolti a me perché io seguissi il figlio, il cui sintomo era rappresentato da dei pensieri aggressivi che hanno speventato molto il padre....

poi però il cervello ha fatto click....

il padre si è sentito visto, forse per la prima volta, nella sua solitudine e nella fatica dei suoi sforzi a controllare tutto pur di essere visto, e la figlia si è sentita centrata, valida perche ha compreso che gli sfoghi, esterni ed interni, di rabbia che esprime il suo animo sono dei tentativi per renderla indipendente da questo eccesso di controllo.

Ho ritenuto opportuno dare alla figlia la possibilità di scegliere per conto suo un professionista, perché appunto la reputo capace di scegliere in autonomia, facendo notare che io sono stata una scelta del padre!

con calma Ho chiesto al Padre se aveva piacere di tornare, se aveva piacere di parlare di sé, di questo suo senso di invisibilità, di questa sua mancanza di fiducia che traspariva in questa necessità ossessiva e opprimente di controllare tutto....

È un momento magico quello che viviamo noi terapeuti quando cogliamo un grazie negli occhi di chi si è sentito visto, come è successo a quest'uomo!

Sono affascinanti le anime umane, sole.... con un disperato bisogno di essere viste e capite....ma questa necessità spesso, ad una parte di noi molto severa, appare futile, o addirittura una debolezza perciò si arriva a fare i salti mortali per essere aiutati ma cercando di rendere meno somigliante a se stessa la richiesta di aiuto.

Trovo molto coraggio in questo genitore....spero di accompagnarlo ad una visione emotiva di se stesso, dove potrà sentire come sano il bisogno di chiedere aiuto, pavimento necessario ad una vita indipendente ed autonoma...

 

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

1-9-2018
ansia e depressione in un fumetto..

"Sono sicura che parlano male di me...."
"Sono sicuro che si divertono di più se io non ci sono...."
"Non ho voglia di fare nulla...."
"Dovrei...ma non ho la forza..."

La difficile convivenza con ansia e depressione ben illustrata in questo fumetto..

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

1-9-2018
Lo psicologo in chat!

Lo psicologo in chat, tema molto delicato. Ne parla Il Corriere in questo articolo.

 

Molti pazienti usano lo strumento messaggio per cercare conforto in un momento di difficoltà: è difficile accettare che lo psicologo non ti dirà cosa è meglio fare e, purtroppo nell'immaginario comune questa è l'aspettativa che incontro più spesso.
In questo articolo viene discusso proprio degli svantaggi di questo mezzo: la psicoterapia è un rapporto squisitamente umano. 
Non è un percorso per evitare gli errori, ma un viverli insieme al terapeuta che accoglie con il paziente le conseguenze Delle sue decisioni, comprendendo il cammino che c'è stato dietro quella scelta.
La psicoterapia passa attraverso la voce, gli occhi, il linguaggio non verbale: elementi imprescindibili dal buon esito.
Inoltre poter contattare il proprio terapeuta a tutte le ore o tutte le difficoltà, non è salutare per il paziente, è come prendere un tranquillante ed impedisce lo sviluppo dell'autonomia e della accettazione della propria umanità imperfetta, altri ingredienti necessari al benessere psicofisico.

 

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

1-9-2018
la Transessualità non è una malattia mentale!

 

 

Alcune riflessioni A proposito di disordine mentale.... leggendo l'articolo de La Repubblica

Questa decisione dell'organizzazione mondiale della sanità ci spinge a riflettere su cosa sia disordine mentale: il mio punto di vista terapeutico accomuna al disordine mentale la condizione in cui si cerca di fare qualsiasi cosa pur di apparire diversi da come ci si sente, per paura che esprimere la propria individualità, la propria vulnerabilità sia fonte di giudizio negativo da parte degli altri.... Il disordine mentale è il non allineamento.... "Mi sento fragile, ma mi mostro super forte", "mi sento capace ma cerco di passare per uno da cui non ci aspetta nulla per non deludere in caso di errore", "sento l'ansia ma cerco di dissimularla per non fare brutta figura"....
In linea con questa visione ...il transgender è sicuramente una condizione che va esclusa dal disordine mentale: presuppone infatti allineamento tra l'identità sessuale che la persona sente di avere e l'immagine che vede allo specchio e che dà al mondo.
Non sarà accolta benissimo questa decisione, ma questo non accoglimento credo sia legittimo di chiunque trovi il coraggio di allinearsi a se stesso....questa potenza e unione con noi stessi ha il potere di spiazzare creando "dis/ordine" nelle menti che hanno fatto Delle categorie (maschio/femmina; giusto/sbagliato;ecc) un potente Xanax!

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

1-9-2018
Accertatevi delle credenziali del professionista scelto!

Come accertarsi Delle credenziali di un professionista dal sito dell'ordine nazionale degli psicologi

* Aprite il sito dell' Ordine nazionale degli Psicologi

* Scorrere fino alla sezione Aree utili


* Click su Albo nazionale e pagine personali


* Scrivere il cognome del professionista da verificare...

Buona ricerca!

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

1-9-2018