Riapertura Studi Covid19

Nuovi strumenti e oggetti nel setting terapeutico

Io speriamo che me la cavo!

Da lunedì 27 aprile gli studi riapriranno.

Si può scegliere tra la modalità presenziale o continuare con le modalità e-health

*PUNTO 1* -Potranno scegliere la modalità presenziale *solo* coloro hanno le Seguenti condizioni

A) *Non essere sottoposti a quarantena* o risultati *positivi* al virus, condizione per cui c'è il "divieto assoluto" di uscire di casa

B) *NON* avere sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5, in questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

Per poter effettuare la seduta in modalità *presenziale* è necessario rispettare alcune regole che ti elencherò al punto 2

*PUNTO 2* -Chi non ha Condizioni elencate al punto 1, potrà scegliere la modalità presenziale sapendo che:

A)Sono consentiti gli spostamenti da casa ```anche in un comune diverso``` motivati per *motivi di salute.*, ovvero una visita medica specialistica

B)Il motivo dello spostamento deve comunque essere dimostrato, anche mediante *autocertificazione* in cui si dovrà scrivere:

VISITA MEDICA SPECIALISTICA in data.... Alle ore......
CON LA DOTT. SSA VALENTINA STRIPPOLI
PRESSO LO STUDIO SITO

IN VIA TOMANI AMIANI 1, FANO,

VIA DEL NOVECENTO 44, PESARO

O VIA PONCHIELLI 27 PONTE DEGLI ALBERI,

a seconda dello studio in cui avrete l'appuntamento.

La veridicità delle autodichiarazioni potrà essere oggetto di controlli successivi e la non veridicità di quanto dichiarato costituisce reato.

C)È richiesta la *massima puntualità* per evitare attese nella sala d'aspetto

D)all'ingresso dello studio, non potremo darci ancora la mano, anzi troverete un igienizzante da usare obbligatoriamente,poi indosseremo i guanti

E) negli studi di Pesaro e Ponte degli alberi la *mascherina* sarà una nostra compagna di seduta, entrambi la indosseremo per l'intero colloquio. Senza la mascherina non potremo effettuare la seduta. io sarò seduta alla scrivania e tu sempre nella solita poltrona, così avremo i *due metri*

Nello studio di Fano, dovrai arrivare con la mascherina, poi ci sarà un vetro in plexiglass tra le nostre poltrone, distanti 2 metri tra loro, quindi potremo evitare di tenerla per la durata del colloquio; al termine sarà indossata nuovamente per salutarsi


Nel ricordarti che il distanziamento è solo fisico , ti dico che Mi dispiace molto di questa limitazione delle nostre libertà, e che mi dispiace introdurre altre regole all'interno della stanza terapeutica.

A causa dell'emergenza sanitaria, per poter effettuare i colloqui di persona avremo bisogno di accorgimenti per il bene tuo e mio e delle persone che abbiamo a casa.

D'altro canto la vicinanza emotiva sarà garantita anche dal potersi guardare finalmente negli occhi che "comunicheranno" forse anche più delle nostre bocche coperte.

Ti rivedo con enorme piacere!

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26-4-2020
Fiori sopra l'inferno, Ilaria Tuti

#Fiorisopral'inferno di #ilariatuti è un libro abbastanza complesso, di non facile lettura almeno all'inizio: ho faticato molto ad entrare nella dinamica del racconto e più volte ho pensato di mollarlo.

Come descrive per le pareti dell'Istituto, anche  alle parole del racconto è legato il dolore della storia e dei personaggi; in fondo è una storia di morte e dolore e la scrittrice ha sottolineato molto bene nella fluidità del racconto questo aspetto, quasi ricreando verso la lettura quel senso di repulsione naturale che tutti abbiamo verso la morte, accompagnato dalla curiosità morbosa, tipica dell'essere umano di fronte al macabro, e questo spinge a continuare a leggere.

 

 

Il personaggio di Teresa è la chiave del racconto, è veramente definito nei dettagli, una donna dall'apparenza sgorbutica che per il sol fatto di essere tratata con gentilezza perchè donna, si sente discriminata.

La sua anima è molto matura, ha imparato a convivere con #paura e #disperazione, alimentando una profonda #compassione per se stessa, atteggiamento che la aiuta nell'indagine verso la cattura di questo essere animalesco; lei lo comprende e, l'autrice attraveroso di lei,  ce lo fa vedere come la prima vittima della storia terribile di cui è protagonista, sa che i mostri vedono l'inferno che abbiamo sotto i piedi, mentre tutti noi ci limitiamo a contemplare i #fiori che crescono sul terreno.

 

 

Gli altri protagonisti di questa storia sono i #bambini, Teresa è molto brava a connettersi con la sua bambina #interiore e di nuovo è fenomenale nel capire le dinamiche del gruppo di bambini, leali l'un l'altro e si inserisce in modo naturale nella fiducia di questi esseri fragili del paese di Travenì. Tutto ciò permette di divenire noi lettori consapevoli del legame inversamente proporzionale che esiste tra la preziosità di un'esistenza e il tempo passato sulla terra, facendocelo sentire nel profondo.

 

 

Gli abitanti omertosi, o il collega Marini fanno da sfondo a questa indagine macabra: i primi rappresentano la natura fragile legata all'apparenza che tollera male la coesistenza delle tragedie nella prorpia storia, l'altro è una chiave di volta per il personaggio di Teresa, la prende sul serio, non reagisce ai suoi atteggiamenti sgorbutici difensivi, va oltre e vede la sua anima.

 

 

In conclusione trovo un bel percorso di crescita nella lettura di questo libro, ci aiuta a far coesistere dolore e vita nella stessa comunità, stanza, persona, anima!

 

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23-4-2020
Coronavirus 2020, presentazione progetto "Un the psicologico tra le colleghe"

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17-4-2020
Covid-19, Coronavirus e benessere psicologico

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30-3-2020
Il libro dei baltimore, Joel Dicker

Un bel viaggio nei meandri dell'amore e dell'adolescenza con tutti i loro risvolti drammatici.

Direi che il fil rouge è "il primo amore non si scorda mai"...e ci accompagna nel corso della nostra vita!

Il racconto è tutto un salto tra passato e presente, una serie di flashback che ricordano il thriller nell'intensità della storia e nel suo intreccio; si parte dalla storia di 3 ragazzi che, con le rispettive intemperanza adolescenziali  diventano adulti con le loro scelte da compiere, si passa attraverso gli adulti di oggi che fanno scelte sulla base del passato che hanno avuto, ma non si apprda esattamente nel futuro: il lettore ha la sensazione che ogni strada è possibile avendo rielaborato e  integrato il senso della propria storia.

Trovo molta similitudine con la psicoterapia in questo senso: le strade infinite che si aprono quando la storia della propria vita diventa un punto di partenza piuttosto che la guida incoscia.


Come in ogni psicoterapia c'è una tragedia: nel racconto fa da spartiacque  sottolineando la differenza tra uomini e donne, e come si evolvono: gli uni si ridimensionano nei simboli che avevano acquisito prima, e le altre si rivelano svelando tratti misteriosi e ambigui.

Anche queste evoluzioni sono spesso visibili nei pazienti, rielaborare la propria storia vuol dire abbandonare le difese nevrotiche che mantenevano un equilibrio sintomatologico, per approdare in una realtà ridimensionata e meno definita.

 

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11-2-2020