ORDINE PSICOLOGI MARCHE: GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA 2020

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15-10-2020
Norme per accesso in studio in sicurezza

 

NORME ANTICOVID PER UN ACCESSO IN SICUREZZA

per presentarsi in studio è obbligatorio :

A) Non essere sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus, condizione per cui c'è il "divieto assoluto" di uscire di casa

B) NON avere sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5, in questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.
Il tutto verrà anche firmato con un'autocertificazione che ti fornirò

C)È richiesta la massima puntualità per evitare attese nella sala d'aspetto

D)all'ingresso dello studio, non potremo darci ancora la mano, anzi troveremo un igienizzante da usare obbligatoriamente

E) ti sarà misurata la temperatura con un termometro ad infrarossi

F) Dovrai arrivare con la mascherina indossarla per tutto il tempo insieme.


Nel ricordarti che il distanziamento è solo fisico , ti dico che Mi dispiace molto di questa limitazione delle nostre libertà, e che mi dispiace introdurre altre regole all'interno della stanza terapeutica.

A causa dell'emergenza sanitaria, per poter effettuare i colloqui di persona avremo bisogno di accorgimenti per il bene tuo e mio e delle persone che abbiamo a casa.

D'altro canto la vicinanza emotiva sarà garantita anche dal potersi guardare negli occhi che "comunicheranno" forse anche più delle nostre bocche coperte.

Ti (ri)vedo con enorme piacere!

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25-8-2020
La stanza degli ospiti, Dreda Say Mitchell.... una storia di validazione

"Per quanto io tenti di aumentare la mia dose di coraggio, in me c’è un seme di paura che non la smette di crescere."

Questo libro tratta della storia di una grande sofferenza, è possibile seguire la protagonista attraverso le peripezie esterne che la investono, ma soprattuttto attraverso i meandri della sua mente che si svela al lettore nel pieno della sua rimuginazione sofferta, senza però mai aver l'impressione di essersi persa nella totale mancanza di controllo.

Lisa ha una storia che è la storia di ognuno di noi: non è facile fare i conti con il proprio passato, soprattutto se celato dietro una cura dell'apparenza, come accade in molte famiglie.

Un passaggio interessante dice:

"È questo che accade nelle famiglie come la mia: se l’imbarazzo bussa alla porta, lo si invita a entrare, lo si disinnesca in maniera permanente e poi lo si spazza via nascondendolo sotto il tappeto." e ancora "Migliore. Non è forse sinonimo di eccellente, straordinario, supremo? È così che le sembra la situazione? Poi mi viene in mente che è una di quelle parole di copertura dietro cui si nascondono le famiglie della classe media come la mia, in modo da non dover fare i conti con le emozioni"

Lisa ci racconta della fatica emotiva di integrare il proprio passato drammatico nella vita presente e contemporaneamente proiettare un’immagine di noi al mondo, ma come prosegue l'autrice "dentro c’è sofferenza, c’è dolore, ci sono ricordi che ci perseguitano e che non se ne andranno mai."

 

I tentativi di analisi che spesso si fanno non sono proficui, soprattutto se si ha una smania di etichettare con le diagnosi «Per tutti questi anni mi sono rivolta a un’infinità di terapisti che mi hanno fatto ogni genere di diagnosi – hanno detto che ero ossessiva, vittima di bullismo, affetta da stress post-traumatico, matta da legare – mentre, per tutto il tempo, ho sofferto del male più umano che esista: un cuore spezzato».

L'autrice centra un punto molto frequente in terapia: molte delle persone che approdano nello studio di psicoterapia, da bambini non hanno subito un trattamento da essere umani, sono stati disconfermati continuamente, trascurati in modo estremo e hanno imparato a dissimulare la sofferenza, arrampicandosi in questa vita; cercano equilibrismi che li portano a mettere le spunte su quelle che sono le tappe fondamentali della cultura in cui sono vissuti.

Ed una volta messe le spunte, ci si rende conto della ruota da criceto in cui stanno correndo: dov'è la vicinanza emotiva a ciò che pensano , sentono o sono? 

Approdati in analisi, cercano diagnosi come se dietro quella parola ci fosse la verità, in realtà ancora una volta non saranno visti se messi dentro una casella.


Viviamo con Lisa la sua ricerca della verità che, lei sa, le darà questa corrispondenza con se stessa:;ho trovato interessante recensirlo, perchè la sensazione che accompagna tutto il libro assomiglia molto alla storia di una psicoterapia: si parte dalla totale mancanza di fiducia in se stessi e nei propri ricordi, si attraversano momenti di assoluto buio che piano piano vengono riconosciuti veri e validi per chi li racconta e chi li ascolta, questa corrispondenza si chiama validazione, e da lì parte la storia d'amore con se stessi.

Ciò che cura non è la diagnosi o il protocollo di trattamento, come non è il sapere esattamente cosa ci è accaduto da bambini ma essere validati e piano piano imparare a darsi valore e conferire senso e validità ai propri pensieri ed emozioni anche quando tutta la realtà intorno sembra continuare a sconfermare le tue tesi.

 

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15-7-2020
Giunone Fano si presenta: la violenza nella coppia

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14-6-2020
molti degli ostacoli con cui finiamo per confrontarci, a volte in maniera lacerante, sono in realtà auto sabotaggi da noi stessi creati

La vita è un film la cui trama non è affatto scontata e possono presentarsi momenti particolarmente sfidanti in cui la sensazione è quella che ci si trovi innanzi a ostacoli insormontabili, che non vi siano vie d’uscita e si debba esser costretti solamente ad arrendersi e subire le avversità che ci affliggono.

 

In uno di questi frangenti mi sono visto a dover contemporaneamente gestire la perdita dell’unico genitore ancora in vita dopo una serie di lunghe e gravi patologie che gli avevano progressivamente procurato una totale infermità, la frustrazione per un rapporto di coppia che soffriva, dopo due decenni, la mancanza di condivisione dei bisogni e comunicazione e mi aveva portato a cercare fuori le mura domestiche complicità e affetto che non trovavo più al loro interno, una situazione professionale vissuta con grande precarietà, frustrazione ed origine di moltissima ansia a livello di stress emotivi.

 

Spinto da questo disagio ho, per mia fortuna, scelto di farmi aiutare da Valentina, ispirato dal suo sorriso solare e dalla freschezza della sua giovane età, il cui atteggiamento e modo di rapportarsi mi ha immediatamente messo a mio agio e il cui contributo è stato fondamentale per una riscoperta delle enormi risorse di cui la nostra mente dispone ma che troppo spesso finisce per trascurare.

 

Ho così iniziato un percorso che mi ha portato a realizzare che molti degli ostacoli con cui finiamo per confrontarci, a volte in maniera lacerante, sono in realtà auto sabotaggi da noi stessi creati e che non ci sono situazioni, pur gravi che siano, per le quali non si possano elaborare risposte e soluzioni che ci consentano di uscirne con consapevolezza e fiducia.

 

Valentina è stata fondamentale nell’aiutarmi da un lato a guardare dentro me stesso e dall’altro a considerare eventi, stati d’animo e circostanze da prospettive diverse dalle mie abituali.

Ho riscoperto un nuovo me, ho imparato ad accettare ed amare anche le mie debolezze e imperfezioni ed essere tollerante con queste e con la naturale legittimità di emozioni, bisogni ed errori cui non avevo mai dedicato l’ascolto che richiedevano.

 

Ho concluso questa esperienza terapeutica con un senso di forte gratificazione, una rinnovata autostima, tanta fiducia in me stesso e nel futuro e sono assolutamente grato di aver trovato il coraggio e la decisione di volerla affrontare; è stata senz’altro una delle migliori scelte compiute per il benessere mio e delle persone a me più vicine e che mi stanno a cuore.

Vorrei che questa mia testimonianza possa essere utile anche ad altri che si trovino a doversi confrontare con inquietudini analoghe.

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29-5-2020