#Anoressia nervosa: la storia della sofferenza di Laura.

 

Laura era una ragazza come tante, brava a scuola non aveva mai dato problemi ai genitori, molto ubbidiente da piccola, una ragazza riservata con poche amicizie selezionate, attenta al suo corpo.

Seguiva da anni delle lezioni di danza classica, stendeva perfettamente la gamba sulla sbarra, il dolore dietro il ginocchio era alleviato dal futuro trionfo, desiderava essere perfetta agli occhi della sua insegnante.

Un giorno ammirò compiaciuta la ragazza che le era davanti: body nero affusolato, sottile non un gesto sgraziato, non un grammo di troppo, e quando spostò l’attenzione su di sé, vide delle protuberanze grottesche al posto delle cosce sopra le quali sporgevano in modo imbarazzante le natiche, molli e cadenti come i seni, Laura decise che era troppo grassa.

Ad aumentare questa convinzione il suo ragazzo, che nell’intento di farle un complimento le fece degli apprezzamenti sulle sue nuove rotondità da adolescente; Laura prese queste parole come la prova oggettiva che doveva assolutamente dimagrire.

Cominciò a prendere spunti qua e là dalle diete dei giornali e a fare ginnastica in casa, non importava se fosse giusto o sbagliato l’importante era dimagrire, era convinta che ogni chilo che perdeva era un gradino verso la felicità e il successo.

Imparò a memoria le calorie di ogni singolo alimento, e il suo gioco era diventato calcolare alla perfezione le calorie in base alla quantità di cibo presente nel piatto, servendosi persino di una calcolatrice, tutto doveva quadrare alla perfezione.

I risultati anche in questo caso si videro in breve: le amiche le fecero notare quanto stava meglio magra e questo aumentò la sua forza, e la voglia di continuare su quella strada.

Non tutti però le fecero complimenti, qualcuno le disse che era troppo magra e che stava facendo un gioco pericoloso per la salute, allora Laura mise la parola fine alla vita in società convinta che tutti volessero farla mangiare a tutti i costi.

Nella sua vita da eremita imparò a prepararsi i suoi pasti da sola nonché ad evitare di consumarli con il resto della famiglia stando bene attenta che il suo piatto non venisse contaminato dal suo nemico numero uno: l’olio! Persino una forchetta di un’insalata condita poteva ungere il suo pasto.

In compenso aveva 2 amici: lo specchio e la bilancia! Il primo serviva a controllare la visibilità delle ossa, non un filo di carne, questa era la bellezza!

Il secondo, l’ago della bilancia, era il responsabile del suo umore: arrivò a pesarsi 22 volte al giorno e altrettante volte cambiava il suo stato d’animo, ma una sensazione era costante nella sua vita: la paura di ingrassare, quella non passava mai era sempre fissa nei suoi pensieri.

Il cibo era ovunque ma lei era più forte, non lo degnava di uno sguardo, pensava solo a come poterlo evitare, e più lo evitava più si sentiva forte tuttavia un evento fece un attimo crollare la sua determinatezza: non le ritornò più il ciclo!!

Laura comincio a preoccuparsi perché sapeva della gravità dell’assenza del ciclo, poteva diventare sterile ma sapeva anche che bisognava ingrassare per farlo tornare, così vi rinunciò come aveva fatto con tutto il resto della sua vita, le sue giornate erano focalizzate su come mangiare di meno, come eliminare più calorie, così aumentò a dismisura l’esercizio fisico.

In breve da una semplice dieta Laura si ritrovò intrappolata in un circolo vizioso, anche i suoi voti a scuola erano calati, non riusciva a concentrarsi, se si concentrava troppo le sfuggiva il controllo sul suo corpo, e non poteva permetterlo.

Le amicizie, il ragazzo diventarono un intralcio, Laura non aveva più nessuno, era sola, si era resa conto di essere anoressica e non sapeva come chiedere aiuto.

Che fare?

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2-10-2018