ansia e depressione in un fumetto..

"Sono sicura che parlano male di me...."
"Sono sicuro che si divertono di più se io non ci sono...."
"Non ho voglia di fare nulla...."
"Dovrei...ma non ho la forza..."

La difficile convivenza con ansia e depressione ben illustrata in questo fumetto..

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1-9-2018
Lo psicologo in chat!

Lo psicologo in chat, tema molto delicato. Ne parla Il Corriere in questo articolo.

 

Molti pazienti usano lo strumento messaggio per cercare conforto in un momento di difficoltà: è difficile accettare che lo psicologo non ti dirà cosa è meglio fare e, purtroppo nell'immaginario comune questa è l'aspettativa che incontro più spesso.
In questo articolo viene discusso proprio degli svantaggi di questo mezzo: la psicoterapia è un rapporto squisitamente umano. 
Non è un percorso per evitare gli errori, ma un viverli insieme al terapeuta che accoglie con il paziente le conseguenze Delle sue decisioni, comprendendo il cammino che c'è stato dietro quella scelta.
La psicoterapia passa attraverso la voce, gli occhi, il linguaggio non verbale: elementi imprescindibili dal buon esito.
Inoltre poter contattare il proprio terapeuta a tutte le ore o tutte le difficoltà, non è salutare per il paziente, è come prendere un tranquillante ed impedisce lo sviluppo dell'autonomia e della accettazione della propria umanità imperfetta, altri ingredienti necessari al benessere psicofisico.

 

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1-9-2018
Gli stati ansiosi si curano solo con gli psicofarmaci?
Spesso mi capita di dover rispondere a questa domanda e ne approfitto per spiegare anche di chi è la competenza della prescrizione.
Lo stato ansioso è spesso un sintomo molto invalidante, si può manifestare con diverse sensazioni fisiche:tremori, tachicardie, iperventilazione, sudori freddi, testa bollente, ecc anche solo alcuni di questi.
La decisione di prendere i farmaci è spesso la prima che viene in mente ma non è l'unica opzione possibile.
Il medico di base, il medico psichiatra, il medico neurologo, sono le principali figure competenti la prescrizione che appunto necessita di una laurea in medicina per essere effettuata.
Lo psicologo, specializzato o no in psicoterapia, non è autorizzato alla prescrizione di farmaci, ma con una specializzazione in psicoterapia ha la competenza di poter aiutare il paziente a percorrere la via della psicoterapia in alternativa o in concomitanza ai farmaci.
Nella mia pratica psicoterapeutica lascio al paziente la decisione del farmaco:seguo alcuni che si sono affidati solo alla psicoterapia, altri che hanno deciso di consultare uno dei medici sopra descritti, per un coadiuvante farmacologico.
Non c'è un'alternativa meglio dell'altra, è molto soggettivo, tuttavia all'interno del percorso psicoterapeutico il sintomo ansioso viene trattato come una parte del quadro di insieme.
Il paziente è aiutato a capire che l'ansia di per sè non è un impiccio da eliminare, si lavora per la comprensione della sua funzione nella vita del paziente; spesso infatti un vecchio equilibrio fatto di comportamenti automatici, è diventato insufficiente a proteggere la persona da un pericolo reale o percepito e uno stato ansioso è come l'accendersi dell'allarme anticendio: il farmaco da solo è come prendere un martello e rompere il sistema d'allarme, sicuramente cesseremo di sentire quel rumore assordante che fa, ma se facciamo solo questa operazione, l'incendio sarà sempre dall'altra parte dell'edificio e prima o poi farà scattare un altro allarme!

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28-8-2018
Ti meriti di sentire la musica della tua vita senza criticarti!
Un ingrediente molto attivo nel processo di guarigione è l'alleanza terapeutica.
È umano temere di sembrare stupidi o incompetenti perché ci capitano più o meno sempre le stesse cose, o perché capiamo dove sbagliamo ma ogni volta è più forte di noi.
Spesso queste ragioni impediscono la richiesta di aiuto professionale, e si ricorre ad aiuti amicali che per quanto utili e buoni, non faranno altro che ingigantire quel senso di incompetenza.
L'amico infatti può rispondere alla domanda "come potrei fare" solo dicendovi come fa lui... Ovvero si connetterà con la parte severa di voi che vi da gli stessi consigli prima di darvi degli stupidi quando non li rispettate....
L'alleanza terapeutica è qualcosa di molto diverso, e vorrei spiegarmi con una metafora: è la possibilità di portare la propria vita umana ed imperfetta all'attenzione di qualcuno che sa sistemare un groviglio.
Avete presente la noiosa situazione in cui vi trovate attorcigliati i fili degli auricolari? Questa è una metafora che spiega come è la sofferenza umana: quei fili sono le nostre esperienze che si attorcigliano, formano dei nodi, dei doppi nodi.
Ciò che il paziente porta in terapia è appunto questa matassa intrecciata di fili a cui lui non sa dare un capo, non sa dare neppure un senso generale, se non appunto un superficiale "sono un idiota, dovrei fare cosi ma non ci riesco ".
Il terapeuta accosta un capo dell'auricolare al proprio orecchio e comincia a "sentire": che emozione Sta provando il paziente portandoci quel groviglio? sentendo queste emozioni gliele spiega e le restituisce come valide,.... in un secondo momento cerca di capire di che cosa di ha bisogno la persona, e spinge sul messaggio che questo bisogno è altrettanto umano e condivisibile; ed infine ascolta quello che è la musica che ha composto, Ovvero come si è comportato per cercare di non soffrire, ed anche qui glielo racconta come una legittma difesa.
Ecco quindi facendo queste tre azioni il terapeuta scioglie piano piano questi fili attorcigliati e restituisce l'altro capo dell'auricolare al paziente, saldando la relazione terapeutica!
L'alleanza terapeutica trasforma un groviglio incasinato in una Una Bellissima immagine di due persone che condividono un auricolare al cui lettore musicale è trasmessa la storia della vita del paziente: solo cosi, avendo qualcuno che "sente con te", si plasmano nuovi significati e da lì nuovi comportamenti.

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27-8-2018
Vivere senza #emozioni.... #Rinunciare ai desideri per non incorrere nella #delusione!
 
Quante volte ci sarà capitato di sentirci piatti, senza obiettivi o motivazioni?!.
Spesso incontro questo tipo di situazione in soggetti che usano massicciamente questo meccanismo di difesa evitante e distaccato, per sfuggire alla sensazione di vulnerabilità data da un insuccesso, o dalla sensazione di impotenza data dagli ostacoli che si incontrano lungo la strada verso i nostri obiettivi.
Sono persone che all'apparenza funzionano molto bene: concrete, pragmatiche e molto razionali. All'apparenza lucide e sicure ma nella profondità molto spente.
Questo accade quando smettiamo di sognare, non ci concediamo nemmeno più il diritto ad avere un sogno per non incorrere nella brutta sensazione di fallire o in quella di non sapere cosa fare.
Entra in questi soggetti una modalità che coinvolge tutta la Sfera emotiva, che chiameremo appunto protettore distaccato: un interruttore che spegne ogni sensazione negativa a favore di una razionalizzazione intensa.
Lì per lì i vantaggi sono molti, parte una lista di frasi che cominciano con "almeno": ad es se ho il desiderio di passare una serata con gli amici ma so che il mio partner non ne sarà felice, Continuare a desiderare mi farebbe soffrire tanto quanto chiedere un confronto con il partner, quindi evito di fare qualunque cosa ed ecco che il protettore distaccato mi viene in aiuto, facendomi staccare dalla sensazione di impotenza e vulnerabilità e concentrando i miei pensieri sugli svantaggi del mio stesso desiderio:
Almeno non soffro Almeno non mi stanco Almeno non litigo con mia moglie Almeno domani sarò sveglio per andare lavoro Ecc.
Li per li la sensazione è di Potenza, controllo, capacità di raziocinio e per alcuni senso di responsabilità, tuttavia l'interruttore è sempre su off perciò si comincia a perdere interesse verso quegli stessi amici e ciò che li riguarda, si perde la voglia di fare e si entra in uno stato tipico del cinico, per cui nulla val più la pena... Inoltre quando il cervello è costretto ad un'attività intensa si serve dei bias cognitivi per risparmiare risorse. (Qui il video sui Bias https://youtu.be/oeTjXhahz_k )
E la vita scorre senza più uno stimolo che ci tiri su.
Non si è depressi,nel più dei casi, semplicemente e molto tragicamente fuori dalla vita, come in una bolla.

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27-8-2018