bisogno di gioco e spontaneità

Lo scorso 28 maggio è stata la GIORNATA MONDIALE DEDICATA AL GIOCO

Il Gioco e la  spontaneità costituiscono insieme uno dei 5 bisogni essenziali per l'essere umano, insieme a sicurezza, relazioni con gli altri, autonomia e disciplina....

Sembrerà strano ma certe abitudini o tendenze comportamentali adulte, hanno una forte correlazione, tra le altre cose, con l'assenza di gioco e spontaneità nella prima infanzia e quindi nell'impossibilità di godersi i piaceri della vita in età adulta...

Ad esempio lo vediamo in quegli adulti con un'attenzione eccessiva agli aspetti negativi o con un forte pessimismo; ancora in quelle persone che, per timore delle critiche, reprimono ogni sentimento o bisogno, oppure pretendono da loro stessi prestazioni eccellenti in ogni circostanza e si puniscono severamente criticandosi, quando non vanno bene le cose.

Giochiamo e cerchiamo di divertirci appena se ne presenta l'opportunità... Sia con i bambini, sia con noi stessi : prendiamo in giro le nostre peculiarità ma anche le nostre magnifiche imperfezioni.

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31-5-2019
Perchè si "pagano" le sedute saltate!

Come mai esiste la regola che le sedute dallo psicologo vengono pagate lo stesso anche quando non ci si può presentare?!

 

 

 

Non tutti i colleghi la applicano, ma è noto che noi psicoterapeuti (non solo gli psicoanalisti, caro Woody!) concordiamo con i pazienti questa regola.

 

Ad un primo sguardo, questo accordo risulta sgradevole, impari e quasi ingiusto: “se non lavora come fa a percepire dei soldi??”, “ho avuto la febbre dottoressa, mica non volevo venire!!”, “ha avuto del tempo libero dottoressa, dovrebbe essere contenta!!”, ecc

 

Queste sono solo alcune delle recriminazioni che si adducono di fronte al fatto di pagare un prezzo per le proprie azioni, ma la sgradevolezza viene in qualche modo assorbita quando spiego il senso ed il valore simbolo di questo gesto, ovvero imparare a soggiornare nelle conseguenze inevitabili delle nostre azioni.

 

Lo psicoterapeuta aiuta le persone in un momento in cui queste stanno soffrendo:  tale sofferenza è dovuta al fatto che stanno pagando un prezzo molto alto e divenuto insostenibile; noi aiutiamo le persone a comprendere quale dei loro atteggiamenti è causa del prezzo che stanno pagando e, se troppo alto, li sosteniamo nel percorso verso un altro atteggiamento che avrà un altro prezzo da pagare, magari più sostenibile….. ma ,cosa molto importante, ci guidiamo verso la consapevolezza che, in qualità di esseri umani, non abbiamo il super potere di rendere le cose gratuite!!!

 

Non esiste condotta senza conseguenze, sia essa  una scelta consapevole  o un’azione compiuta per cause di forza maggiore (inconsciamente o per indisposizione fisica!).

 

 

Anche quando non ci sembra di pagare un prezzo, in realtà lo stiamo pagando, solo che per noi è assolutamente sostenibile perché probabilmente è controbilanciato dal valore sottostante:  ad esempio nel mio tempo libero ho l’hobby del ciclismo ( non ribaltatevi dal ridere per favore!) e spesso porto ai miei pazienti esempi ciclistici, perché credo che la bici rappresenti una buona metafora della vita. È risaputo che questo hobby sia abbastanza costoso, ma tutte le volte che acquisto un componente meccanico o di abbigliamento, a me sembra di farlo gratuitamente, nonostante invece siano usciti dal mio portafogli quattrini ben sostanziosi! In questo caso il prezzo da pagare è solo molto sostenibile per me perché supportato dal valore che inseguo con questo hobby!

 

Lo stesso dicasi per prezzi metaforici: se un’amica per me molto importante ha bisogno del mio aiuto, e tale aiuto comportasse per me una qualche penalizzazione , ad esempio in termini di minor tempo da dedicare alla mia famiglia, probabilmente, sostenuto dal valore amicizia, il prezzo sarebbe per me assolutamente sostenibile ma devo essere conscia che comunque sia, ne sto pagando uno!

 

La cosa bella e divertente, ma non sempre di immediata comprensione, è che, in alcuni casi, possiamo scegliere il prezzo che desideriamo pagare! O meglio ancora, e qui la terapia è assolutamente fondamentale, possiamo scegliere quale valore è pienamente importante nella nostra vita e allora il suo costo sarà più sostenibile!

 

Le sedute di psicoterapia sono un impegno (in termini di tempo, soldi, fiducia, rispetto ecc)  che due persone scelgono di intraprendere insieme; per poter aiutare il  mio compagno di viaggio a trovare i suoi valori e i conseguenti prezzi che dovrà pagare per gli atteggiamenti che metterà in atto, non posso creare un ambiente fantasioso in cui esistono azioni senza conseguenze!

 

Decidere di non venire in seduta è di più facile ed immediata comprensione, ha il suo prezzo! Quelle che risultano più difficili sono le indisposizioni fisiche o le dimenticanze ( che inconsciamente esprimono molto!); queste sono condotte compiute per causa di forza maggiore e hanno un “prezzo”, una conseguenza esattamente come le scelte volontarie.

 

Noi terapeuti cerchiamo di abituare la persona allo sgradevole soggiorno nelle conseguenze delle azioni, con il pagamento della seduta o con un suo recupero: quest’ultima parte è una formula che permette l’accordo tra le parti e il cominciare a spostarsi su quel percorso divertente di cui accennavo prima, ovvero  la possibilità di scegliere quale costo mi conviene pagare.

 

Fermo restando il drammatico intrattenimento della vita di dover soggiornare in ciò che consegue alle nostre azioni, alcune volte potrò scegliere il costo, altre volte no! In caso della psicoterapia il paziente ha la libertà di decidere se pagare la sua omissione o concordare una seduta in più appena possibile!

 

 

 

 

 

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17-11-2018
o lo faccio benissimo o non lo faccio per niente!!!

Le #distorsioni cognitive: alcuni pensieri comuni che ci ingabbiano il cervello.

 

tutti prima o poi ci imbattiamo in pensieri come questi:

"non mi ha salutato, di certo ce l'ha con me", "il dolce non era buono, ho organizzato proprio una pessima cena!", "se mi ama davvero saprà che portarmi a ballare è una cosa che mi farà piacere, non c'è bisogno che glielo chieda" ecc ecc

 

Al seguente >>LINK<< troverete un video di spiegazione di cosa sono le distorsioni cognitive e altri esempi comuni.

 

BUONA VISIONE!

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2-10-2018
La lunga strada del lutto!

Vi siete mai fermati a pensare a dove siete e se è proprio lì che avevate immaginato di essere alla vostra età??

Nel video che vedrete nel link sottostante parlerò del Lutto :  una lunga strada che non riguarda solo la perdita di qualcosa o qualcuno, ma anche la perdita dei nostri sogni.

Buona visione! >>vai al video<<

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25-9-2018
IPOCONDRIA

La paura di soffrire di una malattia grave è spesso uno dei problemi che portano le persone in terapia, ovviamente lo psicologo è un po’ l'ultima spiaggia, ovvero l'ultimo professionista consultato; infatti la preoccupazione e l'incapacità di vivere con essa, conducono il soggetto ipocondriaco (affetto da ipocondria) a consultare diversi medici e a sottoporsi a diverse analisi o test diagnostici, ma soprattutto a trascorre molto tempo su internet, iscrivendosi persino a forum di pazienti realmente affetti dalla malattia temuta.

 

 Ciò che vediamo accadere è paradossale: di fronte a rassicurazioni mediche pertinenti, valide e ben fondate, e nonostante si posseggano le funzioni  intellettive per comprendere le informazioni ricevute,  i timori non cessano, anzi ogni singolo esame ,ogni singola rassicurazione medica ed ogni singola parola letta sui siti medici o sui forum, espandono in maniera esponenziale il "dizionario medico" personale del paziente stesso e su ogni nuova informazione acquisita, sarà possibile formulare nuove ipotesi nefaste di malattia, o possibili conferme del vecchio timore!

 

 I timori sono spesso legati alle distorsioni cognitive, in particolare all'attenzione selettiva che il paziente pone su:

 -sensazioni corporee(formicolii, dolori, ecc.);

 -funzioni corporee (il battito cardiaco, la respirazione);

 -ogni fisiologica alterazione fisica di lieve entità, come un affanno, una tachicardia, o una ferita;

 -sensazioni fisiche indistinte o confuse (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”).

 

 Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente, oppure l'oggetto può essere per un organo specifico o una singola malattia (per es. la paura di avere la s.l.a.).

 

 Il soggetto è continuamente preoccupato per la presenza, il significato e la causa di queste alterazioni fisiologiche ed erroneamente li considera manifestazioni sintomatiche della malattia temuta; questa preoccupazione diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé come persone fragili, vulnerabili, cagionevoli di sapute;  nella speranza di ricevere rassicurazioni, diviene un argomento abituale di conversazione, e in ultima analisi un modo di rispondere agli stress della vita.

 

 Il punto, infatti, su cui si focalizza il soggetto ipocondriaco è la parte fisica: ovvero "se non avrò più nessuna sensazione fisica spiacevole, starò meglio, perché non penserò di avere la s.l.a.", per questo motivi consultano tutti gli specialisti possibili prima di arrivare a comprendere che i timori sono di natura psicologica, perché aumentano invece di diminuire.

 

 Il soggetto ipocondriaco ha, infatti, come obiettivi il non essere malato, non essere una  persona debole,  non essere esageratamente ansioso ed infine di essere all’altezza delle proprie responsabilità.

 

 Nella storia di vita di questi pazienti troviamo spesso un modello genitoriale molto accudente  o addirittura genitori che si sono sostituiti ai figli nell'affrontare le sfide quotidiane.

 

 Un problema centrale, che ho spesso incontrato, può essere stato il dormire da soli: alcuni di questi pazienti hanno paura del buio o della solitudine ancora da adulti e si scopre che hanno dormito con un genitore fino ad adolescenza inoltrata.

 

 La figura di riferimento potrebbe aver quindi contribuito essa stessa a fornire al soggetto un'immagine di vulnerabilità con questo atteggiamento iperprotettivo: in quanto, scegliendo di dormire con il figlio, sicuramente ha permesso un riposo tranquillo a tutti, ma avrebbe implicitamente confermato la necessità di dormire con qualcuno proprio per ottenere quella tranquillità.

 

 Il ragazzo quindi cresce cercando fuori da sé le rassicurazioni a ogni sua paura! Ed è per questo che, quando si presenta una preoccupazione come quella di avere una malattia, non si ha alcuna abitudine a  convivere con tale pensiero angosciante né tanto meno di rassicurazione interiore autonoma.

 

 Con la psicoterapia cognitivo comportamentale, ci focalizziamo sulle errate interpretazione delle normali alterazioni del nostro corpo, cerchiamo di prendere una distanza dai nostri pensieri soprattutto dalle distorsioni cognitive.

 

 Con la schema therapy e attraverso la relazione terapeutica, spiego al paziente lo schema disfunzionale  che la sua storia di vita gli ha fornito ( ad es. evento interno o esterno allarmante o potenzialmente allarmante..... provo paura( quindi mi sento uno sfigato oltre che in pericolo)⇒chiedo rassicurazioni per non sentire la paura....mi sento comunque debole e inefficace).

 

 La parte sana e adulta del paziente impara con il tempo, a vedere l'immediata presenza della modalità chiedere al primo accenno di paura e lentamente impariamo ad intervenire con modalità più adulte in linea più con l'autoefficacia che con il non sentire la paura per non giudicarsi debole.

 

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17-9-2018