29-03-2026
"Mio fratello ? un vichingo" (The Last Viking).
Cinema e psicologia
Approfondimento psicologico de "Mio fratello ? un vichingo" (The Last Viking). Adesso nella sale cinematografiche Se conoscete il cinema di Anders Thomas Jensen, sapete che non ci si annoia mai. In questo suo nuovo lavoro del 2025, il regista torna a mescolare un black humor spietato con i disturbi della mente, raccontandoci le loro conseguenze spesso assurde e buffe nel mondo. Anker ? un rapinatore di banche che, uscito di prigione dopo 15 anni, ha un solo obiettivo: recuperare il bottino. Peccato che l′unico a sapere dove sia sepolto ? suo fratello maggiore Manfred. Ma c′? un ostacolo: durante l′assenza di Anker, Manfred si ? "scompensato" a causa di un disturbo dissociativo dell′identit?. Ora ? convinto di essere John Lennon e l′intero vicinato lo asseconda per evitare che si ferisca. La ricerca della refurtiva si sviluppa in modo serrato, tra situazioni simpatiche e momenti puramente splatter. Anker scava buchi su buchi nel giardino della loro infanzia, armato di pala, ma quello che riporta alla luce non ? l′oro. Sono memorie. Il vero fil rouge: Scavare verso se stessi Chi cerca un tesoro sepolto deve attraversare strati di terra compatta, radici e sassi che resistono alla pala. La psiche funziona allo stesso modo: protegge i suoi contenuti pi? profondi con difese successive abitudini, maschere, rimozioni. In questo film impariamo che: * La mappa ? imprecisa: I ricordi consci sono storie che ci raccontiamo per sopravvivere, non per orientarci. Bisogna imparare a fidarsi della "pala" pi? che del disegno. * La memoria non ? inerte: Si riforma nel momento stesso in cui viene toccata, colorata dall′emozione presente e dai nuovi significati che abbiamo imparato ad attribuire alle cose. * Il bottino delude: Chi scava immagina dobloni d′oro, ma spesso trova frammenti ossidati. Il "vero s?" ? pi? semplice, fragile e ordinario di quanto sperato e proprio per questo prezioso, perch? finalmente reale. Il paradosso finale A differenza di una cassa di monete, che resta uguale mentre aspetta sotto terra, il "s?" si co-costruisce nel processo stesso dello scavare. Il viaggio interiore non conduce a chi siamo sempre stati, ma forma chi diventiamo. Non ? un ritrovamento. ? una nascita. ? vedere tutto con occhi nuovi.